19 Gennaio 2019
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Periodizzare la storia

24-03-2013 16:53 - didadada
Un´unità didattica (che puoi scaricare qui), pensata per la scuola media, per "tentare" una periodizzazione "ragionata" della storia e introdurre gocce di dibattito storiografico (in genere totalmente assente dai manuali).

La questione dell´inizio o della fine di una determinata epoca storica è naturalmente del tutto convenzionale (perché non esistono tagli netti tra un´epoca e l´altra), quando non di lana caprina, ma si riflette immediatamente nella programmazione didattica e, conseguentemente, nella predisposizione dei materiali didattici.

Convenzionale, dunque, ma non indifferente, almeno per chi di mestiere fa l´insegnante.

Quando inizia il Medioevo? Dipende dal punto di vista che si adotta. La data più "gettonata", avanzata già da Edward Gibbon, è il 476, anno della deposizione di Romolo Augustolo da parte del "barbaro" Odoacre. Ma in realtà quell´evento, pur rilevante dal punto di vista istituzionale, non comportò alcun cambiamento sostanziale, anzi secondo Le Goff "non se ne accorse nessuno". La svolta "vera", notano quegli storici più attenti alla società che alle istituzioni, era già avvenuta nel 380, quando l´Imperatore Teodosio aveva fatto del cristianesimo una vera e propria religione di stato, decretando la fine del paganesimo. Se poi si adotta un´ottica che privilegia gli aspetti economici, il medioevo sembra "partire" quando in Europa prende forma la società agricola basata sul potere dei cavalieri e dei proprietari terrieri. La causa sarebbe stata, come sosteneva Henry Pirenne, la forte pressione dell´ Islam sul mediterraneo che rese impossibili i commerci e costrinse l´Europa ad un periodo di stagnazione. In questa prospettiva l´inizio del medioevo deve essere spostato molto in avanti, verso la metà dell´ VIII secolo. E allora? cosa diciamo in classe, 476, 380 o 750 circa? O magari VII secolo, perché è allora che l´Islam inizia la sua espansione a macchia d´olio.

Il Medioevo finirebbe nel 1492, anno della scoperta dell´America. Ma non mancano ovviamente gli storici che hanno proposto altre date, il 1250 ad esempio, anno della morte di Federico II di Svevia, personaggio che sembra inaugurare un´epoca nuova con la sua idea di stato fortemente centralizzato, o la metà del ´300, epoca della devastante epidemia di peste che trasformò la struttura demografica dell´Europa. Dunque cosa diciamo in classe, 1492 , 1250 o 1350 circa?

E l´Età moderna? Quando finisce per fare largo all´Età contemporanea? Fino a qualche anno fa nei manuali prevaleva il 1815, anno in cui si chiude il congresso di Vienna. Ma non sono poi mancati storici (e manuali) che hanno proposto il 1848, data a partire dalla quale si sarebbero affermati i regimi parlamentari e la borghesia avrebbe cominciato a imporre "seriamente" la propria egemonia sociale, o il 1870, che non è solo l´anno della "Breccia di Porta Pia" (evento "locale" piuttosto trascurabile) ma indica anche l´epoca a partire dalla quale si diffonde la seconda rivoluzione industriale nei vari paesi, trasformando radicalmente l´economia e gli stili di vita e facendo emergere una nuova classe sociale, il proletariato. Se poi ci si lascia sedurre dallo storico britannico J. Hobsbawn, la tentazione di far coincidere l´età contemporanea soltanto con il cosiddetto "secolo breve" (1914-1991), ricacciando tutto il resto in una multiforme, eterogenea "età moderna" (dalla scoperta dell´America alle cause della prima guerra mondiale, da Colombo a... Giolitti) diventa fortissima. Di nuovo, cosa diciamo in classe? 1815, 1848, 1870 o 1914?

Ciascuno naturalmente, sempre che non voglia affidarsi supinamente (ossia senza discernimento) all´impostazione del manuale in adozione, si farà un´idea propria e sceglierà di conseguenza.

Nella linea del tempo che l´unità didattica propone, la scelta è stata di mantenere il 476 e il 1492 come date di inizio e di fine del medioevo, perché la tesi di Pirenne, che pure viene affrontata, secondo la quale il medioevo inizierebbe soltanto con l´avvento dell´Islam, è troppo controversa. Questo lungo periodo è stato suddiviso, seguendo le indicazioni della storiografia più recente, in tre sottoperiodi: l´alto medioevo, il pieno medioevo e il basso medioevo. L´età contemporanea inizia invece nel 1870, data "forte", perché convenzionalmente si può assumere come inizio della diffusione della II rivoluzione industriale e perché si trova a coincidere con la battaglia di Sedan e con la presa di Porta Pia.

Non viene invece affrontata la questione della fine dell´età contemporanea (1989?) e della definizione dell´epoca in cui stiamo vivendo ("post-contemporanea"?), anche perché risulta difficile spiegare che non siamo contemporanei dell´età contemporanea, che ciò che è contemporaneo è già finito e dobbiamo accontentarci di uno scialbo e generico "post". Se ne riparlerà quando la materia si sarà decantata e gli storici avranno sbrogliato la matassa (o l´avranno imbrogliata ancora di più)

Di tutte le date è comunque sempre sottolineata la problematicità.

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